Digital marketing e Covid-19: cosa è cambiato e 5 consigli utili

Digital marketing e Covid-19: cosa è cambiato e 5 consigli utili

Digital marketing e Covid-19: cosa è cambiato e 5 consigli utili

Digital marketing e Covid-19: cosa è cambiato e 5 consigli utili

Anno 2020 – Covid-19: In Italia quasi 50 milioni di persone sono online regolarmente e 35 milioni di esse sono presenti e attive sui vari canali social, con un sostanziale aumento rispetto al 2019. Ciascuno è collegato in rete 6 ore al giorno e di queste 1 ora e 57 minuti è sui social. In aumento anche l’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolar modo cresce l’impiego degli assistenti vocali da mobile, la domotica (case sempre più smart) e i cosiddetti wearables (dispositivi indossabili come smartwatch, ecc.).

Questi sono alcuni dati disponibili nello studio condotto da WeareSocial, che evidenziano in maniera chiara e inequivocabile la direzione verso cui si sta andando.

Da un lato la presenza online è fondamentale per le imprese di varie dimensioni che intendono affermarsi sul mercato in un’aerea geografica più o meno ampia, perché è proprio lì che si gioca la partita con i competitor ed è lì che è possibile intercettare il proprio target proprio quando manifesta quel dato bisogno.

Dall’altro lato le persone, timorose del contatto umano e dei luoghi affollati per via dei rischi di contagio, preferiscono destreggiarsi tra i vari siti e-commerce e portali di servizi; a favorire le pratiche online è anche lo smart working come pratica ormai diffusa e consolidata, per cui si passa gran parte del proprio tempo a casa e durante le pause è facile approfittare delle offerte della rete o almeno non si rinuncia al tour tra siti e social; privilegiati di gran lunga contenuti video.

Davanti a questo scenario le aziende dovrebbero rinunciare a pubblicizzare i propri prodotti o servizi in rete? Siamo sicuri che tagliare proprio quella spesa sia la scelta strategica ideale?

Proviamo a far chiarezza.

Durante una fase di gestione della crisi, come quella che stiamo affrontando, le aziende dovrebbero innanzitutto costituire un il piano di comunicazione ad hoc, che tenga conto del target e del relativo comportamento d’acquisto ai tempi della pandemia.

La comunicazione tenderà quindi ad essere:

  • immediata e completa, al fine di evitare notizie date da terze parti e non del tutto attendibili
  • centralizzata, un solo portavoce per assicurare una coerenza nella diffusione delle informazioni
  • costantemente aggiornata
  • trasparente
  • multidirezionale, diretta sia ai pubblici interni che esterni. Ogni consumatore ha le sue precise esigenze che vanno intercettate e comprese. La comunicazione deve essere necessariamente multicanale a cadenza regolare evitando esagerazioni (effetto spamming).

E quindi, ecco i 5 consigli più utili sulle strategie da adottare durante la pandemia:

  1. i clienti non sono semplici numeri, ascoltali, comprendi le loro abitudini ed esigenze;
  2. l’immobilismo e la staticità non portano lontano, sii flessibile, accogli con positività i cambiamenti e rimani aggiornato, un approccio data driven rapido e anticipatorio ti consentirà di ottenere ottimi risultati;
  3. veicola storie emozionali, dai una vita al prodotto o servizio che offri, cura il lato umano ed empatico;
  4. instaura una relazione di fiducia con il target, le risposte dovranno avvenire quasi in tempo reale, la tua buyer personas dovrà sapere che ci sei, che sei lì prima del suo acquisto, durante la fase di conversione finale e nella fase del post acquisto qualora dovesse riscontrare problemi;
  5. sii presente su più canali, studia il customer journey e i vari touchpoint del target per non disperdere, in maniera pressoché inutile, il messaggio che vuoi veicolare. Ultima cosa: ricordati di adattare la comunicazione al canale in cui ti trovi, adottare lo stesso tone of voice e lo stesso stile non è considerata una buona pratica.

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