Brevetti depositati da Google in ambito SEO

Brevetti depositati da Google in ambito SEO

Brevetti depositati da Google in ambito SEO

Brevetti depositati da Google in ambito SEO

SEO (Search Engine Optimization), sinteticamente potremmo dire: tutte le attività di ottimizzazione di un sito volte a migliorare il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca.

Ma chi può dire di conoscere realmente ogni aspetto della SEO?  Purtroppo, non esiste un manuale completo; piuttosto tante nozioni sparse per il web che possono essere fuorvianti; per questo occorre informarsi direttamente da Google attraverso i cosiddetti brevetti di ricerca, ovvero dei documenti che spiegano come Google stabilisce e ordina i risultati di ricerca.

Ogni volta che Google introduce una nuova funzionalità, questa viene registrata immediatamente presso l’ufficio brevetti statunitense (USPTO) proteggendosi così da eventuali copie; ma non solo, il colosso della Mountain View registra anche idee che nel corso del tempo possono essere elaborate o meno.

È facile immaginare che i brevetti depositati siano migliaia e non tutti correlati alla SEO; inoltre, sono molto tecnici e la comprensione di essi può risultare difficoltosa. Il punto di contatto più semplice e immediato è rappresentato dagli appassionati di brevetti Google che nei loro blog illustrano le principali novità introdotte selezionando le più significative per l’ambito SEO.

Per quanto riguarda l’ambito SEO sono 10 i brevetti più importanti introdotti nel 2020:         

1. Raggruppamento di contenuti (siti web e landing page) in cluster di specifiche aree di competenza. Essenziale è l’appartenenza ad un cluster per comparire nel motore di ricerca indipendentemente dagli altri fattori di qualità del contenuto.

2. Punteggio del documento basato sulla data di inizio dello stesso. L’età della pagina, quindi, risulta fondamentale da questo brevetto di ricerca per stabilirne il posizionamento, che sarà migliore tanto più sarà datata la pagina. Inoltre, assume un ruolo centrale anche la velocità media dei collegamenti: più è “vecchia” la pagina e minore è il peso di ogni singolo backlink; quindi, man mano che la pagina invecchia occorre aggiungere sempre backlink nuovi.

Un consiglio utile è quello di creare contenuti sempreverdi e aggiornarli abitualmente.

3. Motore di ricerca basato sul contesto dell’utente. Le parole chiave sono da anni al centro degli studi di Google, dapprima soffermandosi sulle singole keyword poi su frasi di parole chiave fino ad arrivare alle parole chiave contestuali, ovvero parole che anche vagamente possono essere associate a quel dato argomento. Ad oggi è possibile che Google preferisca pagine colme di parole contestuali e a chiave tradizionale.

Un consiglio utile è di scaricare l’ultima versione di Website Auditor che ha aggiunto la funzione di editor dei contenuti aiutandoti a scrivere una copia semanticamente ricca di parole chiave e contestuali.

4. Osservare la classifica basata sul tempo. Da un brevetto sui tempi di visione e un brevetto sul rendimento della durata del sito web, pare che Google tenga in considerazione la durata della visita come fattore di posizionamento. I brevetti, in particolare, classificano la pagina in base al rendimento rispetto al benchmark.

Un consiglio utile è quello di coinvolgere i visitatori attraverso la creazione di contenuti di qualità, completi e che includano elementi multimediali e interattivi come immagini, video, sondaggi, ecc.

5. Modifica della classificazione dei risultati della ricerca in base al feedback utente implicito. In passato, questo brevetto utilizzava la sola percentuale di clic per misurare i risultati di ricerca del ranking; ma è stato recentemente aggiornato per utilizzare una percentuale di clic ponderata, ovvero una media tra i clic e la durata delle visite. Quindi, maggiore è il numero di clic ricevuti e la durata dell’utente sul sito e meglio è.

Lato SEO si sostiene che Google utilizzi le metriche comportamentali per classificare le pagine; sarebbe quindi necessario rendere irresistibili i propri snippet nei risultati di ricerca (titoli, meta descrizioni, sottotitoli, ecc.).

6. Previsione della qualità del sito. Google ha presentato una serie di brevetti che utilizzano n-gramma (sotto sequenza di n elementi di una data sequenza) per valutare la qualità del sito. Sostanzialmente, paragona il nuovo sito a un benchmark di qualità, che classifica in precedenza, e classifica di conseguenza la nuova pagina.

Un consiglio utile è quello di osservare attentamente quali n-gramma che si verificano sul proprio sito e stare lontani da contenuti senza senso, riempimento di parole chiave casuali e la scrittura di bassa qualità.

7. Risultati della ricerca in linguaggio naturale per query di intenti. Il brevetto in questione descrive il meccanismo per determinare l’idoneità dello snippet in primo piano. Ogni volta che esiste una query in linguaggio naturale con un intento molto chiaro, ad esempio “quali sono i sette peccati capitali”, Google scansiona le pagine dei primi posti e va a cercare un’intestazione che somiglia molto alla query, seguita da una risposta concisa come ad esempio “un elenco di sette peccati”. Quindi, lato SEO è necessario scrivere ciascuna intestazione come se fosse una query (linguaggio naturale + parola chiave) e il testo immediatamente successivo all’intestazione dovrebbe fornire la risposta alla query.

8. Classifica dei documenti in base al comportamento dell’utente e/o ai dati delle caratteristiche. Questo brevetto descrive i vari indicatori della probabilità che un utente faccia clic su un collegamento. Maggiore è la probabilità tanto maggiore sarà il valore del posizionamento nel ranking di ricerca.

Un consiglio utile è quello di seguire le migliori pratiche durante la creazione di testi di ancoraggio per i backlink e per i collegamenti interni ed assicurarsi che questi siano rappresentativi della pagina a cui si conduce. È possibile utilizzare tools come il revisore dei siti Web e SEO SpyGlass per estrarre un elenco di ancore utilizzato per collegarsi al proprio sito da altri siti.

9. Determinazione di una misura di qualità per una risorsa. Il brevetto descrive un metodo per misurare il valore dei singoli backlink, osservando quanto traffico portano al sito. Se il collegamento non viene cliccato dagli utenti effettivi, non passa nessun valore alla pagina collegata. Sostanzialmente quando si creano backlink si è tentati di includere quanti più link possibili; questa pratica, secondo questo brevetto di ricerca Google, è inutile in quanto i link che non vengono cliccati saranno praticamente sprecati.

Un consiglio utile è quello di includere un minor numero di link e aumentare la possibilità di fare clic su ciascuno di essi; infine, i link dovrebbero essere acquistati da siti web che hanno una certa visibilità.

10. Identificazione di esperti locali per la ricerca locale. Come da titolo, il brevetto descrive la valutazione dei risultati locali sulla base di recensioni ponderate di esperti locali. Google My Business (GMB) individua alcuni recensori come guide locali. Non esistono modi per sollecitare le recensioni di GMB specificamente dalle guide locali; tuttavia, è possibile invitare i clienti e rivedere la propria attività e incoraggiarli a lasciare un feedback attraverso, ad esempio, e-mail di follow-up, offerta di premi per programmi fedeltà, o chiedere direttamente attraverso i social media o altri canali di lasciare recensioni.

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