WhatsApp: rinviato l’aggiornamento dei termini di servizio

WhatsApp: rinviato l’aggiornamento dei termini di servizio

WhatsApp: rinviato l’aggiornamento dei termini di servizio

WhatsApp: rinviato l’aggiornamento dei termini di servizio

In questi ultimi giorni numerose sono state le polemiche e le discussioni riguardo il nuovo aggiornamento dei termini di servizio di WhatsApp, tanto che la più famosa società di messaggistica del mondo (2 miliardi di persone), di proprietà di Facebook, ha deciso di rimandare la data in cui i nuovi termini entreranno in vigore a tutti gli effetti.

Il 15 maggio è il giorno in questione, fino ad allora da WhatsApp ci tengono a specificare: “Abbiamo posticipato la data in cui richiederemo ai nostri utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato. Continueremo a impegnarci per fare chiarezza sulle informazioni errate riguardanti la sicurezza e la privacy su WhatsApp”.

Perché questo cambio di programma?

“Siamo a conoscenza del fatto che il nostro recente aggiornamento abbia creato un po’ di confusione. Dato che la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo.”, queste le parole che si leggono sul blog di WhatsApp aggiornato al 15 gennaio.

Un passo indietro, quindi, da parte della società, che si è trovata a dover fronteggiare una vera e propria crisi da lei stessa generata. Il modo in cui WhatsApp ha comunicato la notizia non si può certo dire che sia stato dei migliori, ha generato allarmismi e preoccupazioni da parte degli utenti. Anche il Garante per la privacy italiano ha definito l’informativa come “poco chiara e intelligibile” e ha prontamente portato la questione all’attenzione dell’Edpb, il Board che riunisce le Autorità privacy europee, riservandosi di intervenire in via d’urgenza per tutelare gli utenti italiani. 

Vista la situazione, la società ha deciso bene di rimandare la fatidica data per far sì che in questi tre mesi vengano capite a pieno le nuove intenzioni. Intanto, il dibattito in casa WhatsApp ha fatto gioco ad app di messaggistica alternative come Telegram, che ha guadagnato 25 milioni di utenti in tre giorni, toccando quota 525 milioni, e Signal cresciuto in pochi giorni di circa 40 milioni di iscritti, passando a 50 milioni di utenti secondo le stime.

Quali i cambiamenti effettivi?

Ma quali sono i cambiamenti che dobbiamo aspettarci e sui quali si è fatta tanta confusione?

Il cambiamento principale riguarderà WhatsApp Business: nello specifico tutte le conversazioni effettuate tra aziende, che utilizzano WhatsApp per comunicare, e i loro clienti.

In questo caso, le aziende potranno vedere le conversazioni avute con gli utenti/clienti e potranno utilizzare queste informazioni per finalità di marketing, che potrebbero comprendere anche le inserzioni su Facebook. Questo, quindi, l’ambito a cui dovremo fare attenzione dal 15 maggio prossimo.

Infine, WhatsApp ci tiene a specificare il suo contributo alla diffusione della crittografia end-to-end a livello mondiale e che continuerà a impegnarsi “per difendere questa tecnologia orientata alla sicurezza sia oggi che in futuro”.

Nella pratica:

  • WhatsAppnon terrà traccia delle persone che chiami o a cui invii messaggi;
  • Né WhatsApp né Facebook potranno vedere la posizione da te condivisa;
  • WhatsApp non condividerà i tuoi contatti con Facebook;
  • I gruppi di WhatsApp rimarranno privati;
  • Facebook o WhatsApp, sia in Europa che nel resto del mondo, non hanno accesso al contenuto dei tuoi messaggi o chiamate personali perché crittografate.

Per ora, non ci resta che attendere il 15 maggio e i nuovi sviluppi dal Gruppo Facebook.

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