Da ClubHouse a Twitter Spaces: la comunicazione vocale spopola

Da ClubHouse a Twitter Spaces: la comunicazione vocale spopola

Da ClubHouse a Twitter Spaces: la comunicazione vocale spopola

Da ClubHouse a Twitter Spaces: la comunicazione vocale spopola

“Bello è imparare a suonare un violino e un pianoforte; bello e utile è usare il pennello e i colori. E ogni altro strumento. Ma lo strumento più bello che l’uomo può usare per sé stesso e per gli altri è il proprio corpo. E come suono avrà semplicemente quello della sua voce.”

Iniziava così la tesi universitaria sperimentale A.A. 2018/2019 di Martina De Angelis, collaboratrice dell’avanguardistico team Imagina-advertiming Agency.

Ebbene sì… già due anni fa avevamo avanzato ipotesi sulla comunicazione vocale come integrazione ai social network già noti e sulla possibilità di sviluppare una piattaforma autonoma che potesse ospitare esclusivamente le note vocali. Tecnica utilizzata per intercettare i pareri dei ragazzi possibili fruitori: il Focus Group (se volete sapere cosa ne pensavano i ragazzi due anni fa, leggete l’articolo fino alla fine!).

A distanza di due anni la notizia di ClubHouse e a poca distanza di tempo di Twitter Spaces. Vediamo nel dettaglio le due piattaforme dedicate alla comunicazione vocale.

ClubHouse: una sorta di evoluzione partecipativa dei podcast

ClubHouse nasce nel 2020 da una start up americana ad opera di Paul Davison e Rohan Seth. Niente foto, niente video, non ci sono possibilità di scrittura e non si possono scambiare file di qualsiasi natura; l’interazione si manifesta solo tramite talk in varie “stanze” virtuali.

Ogni stanza ha i suoi partecipanti e un argomento specifico attorno al quale ruota la conversazione: vi è un moderatore, le persone invitate sul “palco” che quindi possono prendere la parola ed infine il pubblico che può solo ascoltare oppure, alzando la mano, salire sul palco e, a quel punto, intervenire.

Gennaio 2021 il boom. Tutti vogliono entrare nella piattaforma che ad oggi riserva l’ingresso solo su invito e solo a chi possiede un iPhone, ma gli sviluppatori assicurano che il social verrà totalmente aperto anche a chi ha Android o altri sistemi operativi.

ClubHouse su Twitter: nasce Twitter Spaces

Dopo il successo di ClubHouse arriva anche sul social dei cinguettii uno spazio in cui poter intervenire attraverso note vocali e conversare con altri utenti: Twitter Spaces.

“A volte 280 caratteri non sono sufficienti e la voce offre alle persone un altro modo per partecipare alla conversazione”.

Così Twitter introduce la sua nuova funzione. Anche qui ci sono moderatori e pubblico che può, di volta in volta, intervenire; la differenza sta in alcune funzioni di Twitter che dà la possibilità di utilizzare emoticon e di trascrivere testualmente in tempo reale.

Chiunque può creare degli spazi e invitare fino a 10 persone con cui affrontare e discutere l’argomento selezionato, il moderatore può decidere chi può intervenire o meno e chi rimuovere, segnalare o bloccare dallo spazio creato.

Cosa succederà nei prossimi mesi?

Ad oggi, anche per Twitter Spaces, il servizio è fruibile solo da chi ha il sistema operativo iOS, ma a breve verrà sicuramente aperto a tutti. Per ora sono 4000 gli utenti che hanno avuto il privilegio e la possibilità di provare questa novità assoluta. Infine, si parla dell’attivazione dei messaggi vocali nei direct di Twitter.

Il Focus Group

“Cosa ne pensi di un social interamente basato sulla comunicazione vocale? Lo utilizzeresti? Immagina di poter commentare su un social network dedicato, o un blog, o una piattaforma utilizzando le note vocali, ne saresti entusiasta?”.

Queste le domande poste agli intervistati, i quali senza pensarci due volte risposero con fermezza “mai nella vita!” (R. 25 anni, commessa), “assolutamente non li userei!” (F. 22 anni, studente universitario), “che vergogna!” (G. 23 anni, studentessa universitaria).

Terminava così il trattato di tesi: “[…] i soggetti intervistati risultano ancora abbastanza restii se si parla di una autonoma piattaforma basata interamente sulle note vocali”.

Chissà ad oggi se hanno cambiato idea. Sarebbe curioso intervistare le stesse persone in nuovo Focus Group organizzato. Le risposte potrebbero essere diametralmente opposte e noi di Imagina-advertiming Agency siamo sempre pronti ad abbracciare i cambiamenti della comunicazione online e studiare tutte le nuove modalità di veicolazione dell’informazione.

Siamo pronti ad utilizzare i nuovi canali per diffondere eventuali messaggi aziendali e raggiungere gli obiettivi di ciascuna realtà di business. Contattaci per iniziare la tua rivoluzione online.

 

Condividi su:

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp